Nel 1973 Hans Werner Henze aveva già pagato il prezzo delle proprie idee. Cinque anni prima, ad Amburgo, la prima del suo oratorio Das Floß der Medusa, dedicato a Che Guevara, era naufragata prima di cominciare: una bandiera rossa issata da alcuni studenti sul podio, il coro che si rifiutava di cantare sotto quel simbolo, la polizia in sala. Poi erano venuti il soggiorno a Cuba ed El Cimarrón, mentre la militanza nel Partito comunista italiano ne faceva un caso anche in patria. Voices, ventidue canzoni per mezzosoprano, tenore e una quindicina di strumentisti, è il bilancio musicale di quella stagione: completata nel 1973 su commissione della London Sinfonietta, fu presentata dalla stessa formazione il 4 gennaio 1974 alla Queen Elizabeth Hall di Londra, con l'autore sul podio.

Mercoledì 4 novembre, alle 20, il ciclo arriva al Teatro Studio Gianni Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, affidato al New European Ensemble e a Carlo Boccadoro. Il concerto, fuori abbonamento nella stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e coprodotto con il Romaeuropa Festival, celebra il centenario di Henze (Gütersloh, 1 luglio 1926) e si inserisce nelle celebrazioni per i settantacinque anni di rapporti diplomatici ristabiliti tra Italia e Germania. Rai Radio3 lo trasmette in diretta.

I testi compongono un'antologia del Novecento impegnato, con una sola eccezione ottocentesca, Heinrich Heine. Ci sono Bertolt Brecht ed Erich Fried, Hans Magnus Enzensberger e Friedrich Christian Delius; c'è il cubano Heberto Padilla, che nel 1971 il governo dell'Avana aveva fatto arrestare; ci sono Ho Chi Minh con un canto di prigionia, Giuseppe Ungaretti con Grecia 1970, i poeti afroamericani Dudley Randall e Calvin C. Hernton. Le lingue si alternano — tedesco, inglese, spagnolo, italiano — e ogni brano ha un organico proprio, pescato da un arsenale che accosta l'organo Hammond all'ocarina, il banjo allo scacciapensieri, la chitarra elettrica all'armonica a bocca.

Henze rivendicava la doppia natura del lavoro. Nella nota riportata dall'Accademia lo definisce musica da concerto e insieme «un lavoro di professione politica», e aggiunge: «Ci sono io dietro ognuna delle poesie». Il punto sta qui. Voices non è un manifesto a una voce sola ma un catalogo di registri — il Lied, la canzone da cabaret di ascendenza weilliana, il recitativo, il parlato, il grido — che costringe i due cantanti a un cambio continuo di maschera. La politica passa per la varietà della scrittura più che per lo slogan: il ciclo chiede agli interpreti duttilità prima ancora che convinzione.

Il New European Ensemble, nato nei Paesi Bassi nel 2009 e premiato nel 2019 con il premio Kersjes, lavora spesso all'incrocio tra musica, teatro, cinema e arti visive; Boccadoro, compositore oltre che direttore, figura tra gli autori che hanno scritto per la formazione. I nomi delle due voci soliste non compaiono nei materiali diffusi da Santa Cecilia e Romaeuropa. Il biglietto costa 20 euro, per circa novanta minuti di musica.

Mezzo secolo dopo, la domanda di Voices non è se la musica possa essere politica, ma quanta varietà le serva per esserlo senza diventare propaganda.

Il centenario cade in un paese che Henze aveva scelto. Lasciata la Germania nel 1953, visse a Ischia e a Napoli e dal 1961 alla Leprara, la villa sui colli di Marino, ed è a Marino che è sepolto; nel 1976 fondò a Montepulciano il Cantiere Internazionale d'Arte. Riascoltare Voices a Roma, non lontano da quella casa, è un modo per misurare quanto di quella stagione regga fuori dal suo tempo. Le canzoni di protesta invecchiano in fretta; le partiture scritte con questo mestiere, molto meno.

Fonte: Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Romaeuropa Festival

Quando e dove

  1. 4 nov

    Concerto

    Henze: Voices

    New European Ensemble, Carlo Boccadoro direttore

    Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Teatro Studio Gianni Borgna, Viale Pietro de Coubertin 30 · Roma

    Biglietto 20 €; in diretta su Rai Radio3

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Redazione Pineale Classic