Di concerti per pianoforte a quattro mani e orchestra ne esistono pochissimi, e lo ricorda lo stesso Alessandro Solbiati, che nella nota di sala parla di un organico «invero insolito». Il compositore lo ha scelto pensando a due interpreti precisi, Bruno Canino e Antonio Ballista, e al loro sodalizio, che dura da oltre settant'anni. Ma la prima assoluta di Ein Tanzender Stern (Una stella danzante), commissionata dalla Fondazione ORT, arriva con un cambio: Ballista ha rinunciato all'impegno, e accanto a Canino, sulla stessa panca, siederà Emanuela Piemonti.
Martedì 10 novembre alle 21, al Teatro Verdi di Firenze, l'Orchestra della Toscana è diretta da Riccardo Bisatti; nella seconda parte del concerto suona la Terza Sinfonia di Ludwig van Beethoven, l'Eroica, che l'orchestra presenta come un anticipo del bicentenario beethoveniano del 2027. I biglietti vanno da 5 a 22 euro. Mercoledì 11, alle 20.45, lo stesso programma si ripete al Teatro Sociale di Mantova.
La sostituzione non è un ripiego. Piemonti, fondatrice nel 1982 del Trio Matisse, ha alle spalle una lunga frequentazione della musica d'oggi, con Mauricio Kagel, Salvatore Sciarrino, György Kurtág, Luca Francesconi, Ivan Fedele e lo stesso Solbiati. Canino, napoletano, ha vissuto da protagonista la stagione di Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna e Luigi Nono, spesso tenendone a battesimo i lavori, e tra il 1999 e il 2002 ha guidato la Biennale Musica di Venezia. Anche Bisatti, dal 2024 primo direttore ospite dell'Orchestra Sinfonica Rossini di Pesaro, ha già eseguito musica di Solbiati.
Il titolo viene da Friedrich Nietzsche, dalla frase di Così parlò Zarathustra sul caos da portare dentro di sé per generare una stella che danza. Solbiati racconta di aver scritto il brano la scorsa primavera attorno a una dedica nascosta, rivolta a una persona che non ha mai incontrato ma che per anni ha seguito attraverso ciò che scriveva in rete, scomparsa nel 2025: qualcuno che alla danza aspirava da sempre. Da quell'aspirazione, più volte insidiata e alla fine trasfigurata, nascono la forma e l'immaginario dei circa diciotto minuti del brano.
L'idea costruttiva è di una concretezza quasi artigianale. Per tutta la durata del pezzo il pedale tonale del pianoforte tiene sospesa un'armonia di quattordici suoni: il totale cromatico disteso su tutta la tastiera, con il mi e il sol diesis raddoppiati al centro, ma ottenuto impilando quattro triadi perfette — la maggiore, si minore, mi bemolle maggiore, fa minore. Sono le dodici note della scala cromatica, ma raggruppate in accordi tonali: da questo paradosso nasce la risonanza di fondo del pezzo.
Un aggregato cromatico costruito con quattro accordi da manuale: il conflitto del pezzo è scritto prima ancora che cominci.
La forma segue un percorso per tappe. Un ampio prologo risveglia gradualmente l'armonia, come un'alba inquieta, fino al primo culmine; ne nasce una prima danza, un carillon nel registro acuto, sempre più graffiato, fino a spezzarsi. Dopo una seconda esplosione emerge una danza in ombra, una passacaglia che, variazione dopo variazione, sfocia in un Presto. La chiusa, che l'autore vuole profonda e luminosa, affida al canto e al rintocco degli accordi il superamento delle tensioni accumulate.
Solbiati, nato a Busto Arsizio nel 1956, allievo di Franco Donatoni e Sandro Gorli, ha insegnato composizione a Bologna e per quasi trent'anni al Conservatorio di Milano; oggi tiene la cattedra all'Accademia di Santa Cecilia, di cui è accademico dal 2021. Il suo teatro musicale, da Leggenda a Il suono giallo, Premio Abbiati come miglior novità del 2015, ha già mostrato quanto la sua scrittura sappia trasformare un dato tecnico in immagine. Resta da capire se l'impasto dei due pianisti su una sola tastiera reggerà il confronto con l'orchestra: è la scommessa che un organico tanto raro impone a chi lo sceglie.
Fonte: Fondazione Orchestra Regionale Toscana, programma di sala del concerto
Quando e dove
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10 nov
Concerto, prima esecuzione assoluta
Bisatti, Canino, Piemonti: Solbiati e Beethoven
Orchestra della Toscana, Riccardo Bisatti direttore; Bruno Canino ed Emanuela Piemonti, pianoforte a quattro mani
Biglietti da 5 a 22 €
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11 nov
Concerto
Bisatti, Canino, Piemonti: Solbiati e Beethoven
Orchestra della Toscana, Riccardo Bisatti direttore; Bruno Canino ed Emanuela Piemonti, pianoforte a quattro mani
Biglietti da 11,50 a 38,50 €
Redazione Pineale Classic