Nella musica di Luigi Nono la voce di donna non fa mai da ornamento: grida sopra il rumore degli altiforni ne La fabbrica illuminata, dà corpo in Djamila Boupachà a una militante del Fronte di liberazione nazionale algerino torturata dai parà francesi, regge in Al gran sole carico d'amore il racconto delle rivoluzioni. Il Festival Luigi Nono 2026, nona edizione promossa a Venezia dalla Fondazione Archivio Luigi Nono dal 30 ottobre al 4 dicembre, prende questo filo e lo segue fino alle donne che hanno inciso sulla vita e sul lavoro del compositore. Il titolo, Voci destroying muros, è quello di un suo lavoro del 1970 per voci femminili e orchestra, su testi di Rosa Luxemburg, di partigiane olandesi come Hannie Schaft e delle rivoluzionarie cubane Haydée Santamaría e Celia Sánchez: eseguito ad Amsterdam e poi ritirato dal catalogo, sopravvive oggi come nome di un programma. Tre lingue in tre parole, e già una poetica: i muri da abbattere sono anche quelli tra gli idiomi.
Il cartellone, denso e distribuito tra la Giudecca e il centro, alterna concerti, conferenze, una mostra e laboratori, quasi tutti a ingresso libero. Dopo la masterclass di venerdì 30 ottobre, il primo concerto è sabato 31 alle 17, nella Sala Concerti del Conservatorio Benedetto Marcello: il pianista Jan Michiels accosta Nono a György Kurtág, Leoš Janáček, Béla Bartók, Johann Sebastian Bach e Osvaldo Coluccino, in un recital dedicato a Nuria Schoenberg Nono, figlia di Arnold Schönberg, vedova del compositore e presidente della Fondazione.
Mercoledì 4 novembre, alle 17, La fabbrica illuminata (1964) torna accanto al Diario di fabbrica di Simone Weil. Le due opere nascono a circa trent'anni di distanza, ma da un gesto simile: Weil volle lavorare in fabbrica per capire il lavoro operaio, Nono andò a registrare i suoni dell'Italsider di Genova. Il nastro a quattro piste, elaborato allo Studio di Fonologia della Rai di Milano, intreccia i rumori degli impianti, le voci degli operai e un coro: un intarsio dentro cui la voce dal vivo deve farsi largo, come un corpo in un reparto. Le letture sono affidate alla filosofa Maria Concetta Sala e all'attivista Rhitu Miah; scorrono le fotografie che Lisetta Carmi scattò allo stabilimento, secondo il programma, insieme al compositore. Canta il soprano Maria Eleonora Caminada, con Alvise Vidolin e Paolo Zavagna alla regia del suono. Caminada torna venerdì 13 novembre in Sala Maderna per Djamila Boupachà (1962), dopo una conferenza della musicologa Angela Ida De Benedictis sulle opere per voce degli anni Cinquanta e Sessanta.
Il nome che porta il festival oltre il pubblico specialistico è quello di Angela Davis: giovedì 12 novembre alle 18.30 alla Fondazione Prada di Ca' Corner della Regina, la filosofa e attivista statunitense dialoga con il giornalista Dorian Lynskey, e segue l'ascolto di Ein Gespenst geht um in der Welt (1971), che Nono dedicò, tra gli altri, proprio a lei. L'incontro è su prenotazione. Sabato 28 novembre Massimo Cacciari introduce Fragmente-Stille, an Diotima, il quartetto del 1980 che porta in partitura frammenti di Friedrich Hölderlin, da non cantare ma da pensare suonando: una scrittura fatta di cesure e corone, in cui il silenzio pesa quanto il suono. Lo esegue l'Ex Novo string quartet. Chiude il festival, venerdì 4 dicembre, la Sesta Sinfonia di Gustav Mahler in una riduzione cameristica di Alessandro Maria Carnelli, che la dirige alla testa dell'Ensemble progetto Pierrot.
Nei testi di Nono sono le donne a dare voce alla rivoluzione e al lavoro: il festival prova a raccontarle come interlocutrici, non come muse.
Attorno ai concerti, il festival si allarga ad altre voci: dal 7 novembre la mostra 26 x 26 alla Galleria 200/c della Giudecca, che fino al 4 dicembre affida a ventisei artisti altrettante figure femminili dell'immaginario noniano; un incontro su Ingeborg Bachmann, Hans Werner Henze e Nono; una ricerca sulle lettere tra Nono e Rossana Rossanda; una conferenza su Gertrud Schönberg. Il festival ricorda inoltre Mimma Guastoni, già alla guida di Casa Ricordi e tra le fondatrici dell'Archivio.
Il rischio di un tema così è l'elenco di omaggi. La scelta di riportare in sala le partiture, accanto ai documenti, sposta però la domanda dove Nono l'avrebbe voluta: non chi fossero queste donne, ma che cosa la loro voce faccia ancora a chi ascolta.
Fonte: Fondazione Archivio Luigi Nono, programma ufficiale del Festival Luigi Nono 2026
Quando e dove
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31 ott
Concerto
Ein Musikalisches Opfer für Venezia... flowers for Nuria
Jan Michiels, pianoforte; Osvaldo Coluccino, live electronics; Paolo Zavagna e Rodrigo Coelho de Medeiros, regia del suono
Ingresso libero
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4 nov
Concerto
La fabbrica illuminata da Simone Weil a Luigi Nono
Maria Eleonora Caminada, soprano; Alvise Vidolin e Paolo Zavagna, regia del suono; introduzione di Giancarlo Gaeta
Ingresso libero
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12 nov
Conferenza
Angela Davis: dialogo tra musica e protesta
Angela Davis, con Dorian Lynskey; ascolto di Ein Gespenst geht um in der Welt a cura di Alvise Vidolin
Su prenotazione sul sito di Fondazione Prada
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13 nov
Conferenza
Canto di vita, canto d'amore: intorno alle opere per voce di Luigi Nono negli anni Cinquanta-Sessanta
Angela Ida De Benedictis, Veniero Rizzardi, modera Guido Barbieri; Maria Eleonora Caminada, soprano, in Djamila Boupachà
Ingresso libero
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28 nov
Concerto
Fragmente-Stille, an Diotima
Ex Novo string quartet; introduzione di Massimo Cacciari
Ingresso libero
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18 nov
Conferenza
Bachmann-Henze-Nono: un'amicizia tra lettere, incontri, viaggi, scambi
Rita Svandrlik, Veniero Rizzardi; introduce Laura Graziano
Ingresso libero
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20 nov
Conferenza
Luigi Nono e Rossana Rossanda. Una ricerca negli epistolari
Giulia Albanese; introduce Mara Rumiz
Ingresso libero
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25 nov
Conferenza
Jolly Joker – Max Blonda – Artrud. The Many Talents of Gertrud Schönberg
Theresa Muxeneder; introduce Richard Erkens
Ingresso libero
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4 dic
Concerto di chiusura
Suono, spazio, silenzio. Mahler e Nono
Ensemble progetto Pierrot, Alessandro Maria Carnelli direttore
Ingresso libero
Redazione Pineale Classic