Il professore d'orchestra scritturato per una produzione, il ballerino, il macchinista che monta la scena, l'attore: martedì 27 ottobre si fermano tutti, per l'intera giornata, insieme ai dipendenti delle sale. È lo sciopero nazionale proclamato da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil dopo la rottura del 12 ottobre con Federvivo, la controparte datoriale, sul rinnovo del contratto Teatri e Scritturati; la data l'ha poi fissata il coordinamento unitario dello spettacolo dal vivo.

Il contratto, la cui ultima revisione risale al 2018, è scaduto nell'aprile 2021. Nel periodo di vacanza contrattuale, secondo i sindacati, l'inflazione è arrivata al 23%. Federvivo propone di portare la paga media mensile dei dipendenti da 1.433,43 a 1.691,44 euro entro il 2029, con un aumento del 18% in tre anni, e il minimo giornaliero medio degli scritturati da 58,69 a 70,42 euro lordi (più 20%).

Le sigle leggono quelle cifre in un altro modo. Spalmato sui nove anni trascorsi dal rinnovo precedente, e senza arretrati, l'aumento varrebbe circa 28 euro lordi l'anno per i dipendenti e circa 1,30 euro l'anno sulla paga giornaliera degli scritturati. Sempre secondo i sindacati, Federvivo ha respinto anche le richieste normative: unificare i contratti, inquadrare tutto il personale in un'unica classificazione, semplificare le voci della busta paga. L'associazione rivendica invece «uno sforzo rilevante e concreto», fatto senza risorse pubbliche aggiuntive, e si dichiara disponibile a chiudere presto il rinnovo.

Circa 28 euro lordi l'anno: così i sindacati misurano l'aumento proposto ai dipendenti dei teatri.

Dal 15 ottobre, e finché la vertenza resterà aperta, nei teatri non si fanno straordinari. Chi il 27 non ha spettacoli in calendario può scioperare in un altro giorno tra il 21 e il 30 ottobre, e c'è chi l'ha già fatto: mercoledì 21, al Teatro Comunale di Bolzano, è saltato il debutto di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, con Lunetta Savino e la regia di Leo Muscato. Il Teatro Stabile del Veneto ha avvertito il pubblico che il 27 al Verdi di Padova, al Goldoni di Venezia e al Del Monaco di Treviso gli spettacoli potrebbero cambiare, iniziare in ritardo o saltare. Sono annunciati presidi davanti al Mercadante di Napoli (dalle 9.30), al Teatro Ivo Chiesa di Genova (dalle 10 alle 12) e al Piccolo Teatro di Milano (dalle 18). La mobilitazione proseguirà con una manifestazione nazionale a Roma lunedì 9 novembre.

Le fondazioni lirico-sinfoniche hanno un contratto proprio e restano fuori da questo sciopero, ma non da un autunno di tensioni: il 20 ottobre un'astensione ha cancellato la prima del Faust di Charles Gounod alla Scala, e alla Fenice i sindacati hanno proclamato scioperi per la prima di Fedora il 13 novembre e per quella della stagione sinfonica il 28. Tavoli diversi, una stessa domanda di fondo: quanto vale, oggi, il lavoro di chi permette a uno spettacolo di andare in scena.

Fonte: Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil, comunicati unitari del 12 e del 15 ottobre 2026; Federvivo (via Sky TG24); Teatro Stabile del Veneto; Teatro Stabile di Bolzano; ANSA

Redazione Pineale Classic