Era il 1889, racconta la Fenice, e al Bellini di Napoli Sarah Bernhardt recitava la Fédora di Victorien Sardou: tra il pubblico c'era un giovane Umberto Giordano, che decise di farne un'opera. Ci volle quasi un decennio: Sardou in un primo momento negò i diritti, e li concesse solo quando il successo di Andrea Chénier ebbe fatto del compositore foggiano un nome da prendere sul serio. Fedora, su libretto di Arturo Colautti, debuttò al Teatro Lirico Internazionale di Milano il 17 novembre 1898, con Enrico Caruso a dare voce a Loris.
Venerdì 13 novembre alle 19 quella stessa Fedora inaugura la Stagione Lirica e Balletto 2026-2027 della Fenice, che secondo la Fondazione non la allestiva dal 1968. È una scelta che riporta in sala un titolo assente da due generazioni, e che il teatro accompagna ricordandone la fortuna europea: a Vienna la presentò Gustav Mahler, a Parigi ne scrissero con favore Jules Massenet e Camille Saint-Saëns.
Ciò che rende Fedora ancora oggi una sfida è la sua economia teatrale. Tre atti stretti, un intrigo poliziesco, e un secondo atto costruito come un ricevimento parigino in cui la tragedia privata si consuma mentre un pianista, il polacco Boleslao Lazinski, suona per gli ospiti: poco prima Loris ha cantato «Amor ti vieta», un'aria di pochi minuti che ha fatto la fortuna del titolo ben oltre il teatro. È un verismo di misura cameristica, che chiede alla direzione precisione di tempi più che volume.
Il nuovo allestimento è firmato per regia, scene e costumi da Hugo de Ana, con le luci di Valerio Alfieri e la coreografia di Michele Cosentino. Sul podio dell'Orchestra del Teatro La Fenice sale Donato Renzetti; il coro è preparato da Elena Pierini.
Un intrigo poliziesco in tre atti, e una tragedia privata che si consuma mentre al pianoforte qualcuno suona per gli ospiti.
La principessa Fedora Romazov è Maria Agresta, che affronta il personaggio per la prima volta, come Vincenzo Costanzo (il conte Loris Ipanov) ed Ekaterina Bakanova (la contessa Olga Sukarev). Simone Piazzola è De Siriex. Nelle recite del 14, 17 e 19 novembre i quattro ruoli principali passano a Rachele Stanisci (Fedora), Rosario La Spina (Loris), Lucrezia Drei (Olga) ed Enrico Di Geronimo (De Siriex). Completano la compagnia Carmine Riccio, Fabrizio Brancaccio, William Corrò e Adriano Gramigni.
Le recite sono otto: dopo la prima, sabato 14 e domenica 15 novembre alle 15.30, poi martedì 17, mercoledì 18, giovedì 19 e venerdì 20 alle 19, e domenica 22 alle 15.30. Quella di martedì 17 cade a 128 anni esatti dal debutto milanese. La serata inaugurale è trasmessa in diretta su Rai Radio3; per la prima, i biglietti vanno da 20 a 380 euro.
Sull'inaugurazione pesa però un'incognita. Come riferisce l'ANSA, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil e Fials hanno confermato con una lettera alla direzione, resa nota il 22 ottobre, l'astensione dal lavoro nelle due prime di novembre: quella di Fedora e quella della stagione sinfonica, il 28. La vertenza è interna al teatro (relazioni sindacali, organico, riconoscimento delle professionalità, fino all'indennità per la tournée a Shanghai) e, secondo i sindacati citati da Il Diario del Lavoro, un'intesa per sospendere le agitazioni è saltata all'ultimo. Al 23 ottobre la scheda dello spettacolo sul sito della Fenice non segnala variazioni.
La stagione, che conta dieci titoli d'opera in cartellone, si chiuderà con Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, anch'essa su libretto di Colautti: un modo, nelle intenzioni del teatro, di chiudere il cerchio aperto da Fedora.
Fonte: Teatro La Fenice, comunicati stampa e scheda dello spettacolo; ANSA; Il Diario del Lavoro; Metropolitan Opera
Quando e dove
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13 nov
Opera, inaugurazione della stagione
Fedora
Donato Renzetti, direttore; regia, scene e costumi di Hugo de Ana; Maria Agresta, Vincenzo Costanzo, Ekaterina Bakanova, Simone Piazzola
Nuovo allestimento; sopratitoli in italiano e in inglese; prima in diretta su Rai Radio3, abito da sera richiesto. Per la prima del 13 i sindacati hanno proclamato uno sciopero: verificare sul sito del teatro. Prima: biglietti da 20 a 380 €
Redazione Pineale Classic